brasile
Dicembre 1987
1987 - Dicembre 3 -
DIARIO DA TARDE - Belo Horizonte - Brasile
RITA, versione anni '80
Per coloro che stanno arrivando ai 40 ( o li hanno già passati ) la cosa può anche fumzionare come un tunnel temporale : Rita Pavone - la piccola italiana simpatica ed irrequieta che negli anni Sessanta faceva piazza pulita con " Datemi un martello " - è di ritorno.
Ma non si tratta puramente e semplicemente di qualcosa di più di un accesso di nostalgia nell' intento di far rivivere con la forza quegli anni '60. Noi stiamo difronte a quello che potremmo definire un relativo tuffo nel passato. Infatti, la Rita Pavone che si presenterà da oggi al Palazzo dell'Arte è una artista degli anni '80, in perfetta sintonia con il presente.
" Non c'è nostalgia. E' uno spettacolo moderno che segna l'evoluzione di una artista di oggi. "
Vi è, infatti, questa separazione di tempo e spazio. Tanto chè, risolutamente, lei ha rifiutato numerose proposte per ritornare in Brasile per uno spettacolo puramente di tipo nostalgico, solo con la Rita del passato. Il suo interesse era un altro : far conoscere la " nuova " Rita.
" La Rita di oggi è molto migliore. Molto più interessante. "
Ma non c'è motivo, per coloro che vedono in Rita Pavone un attaccamento nostalgico, di sentirsi tristi per suo avvicinarsi alla gioventù, poichè, accanto alle nuove canzoni, lei presenta i vecchi successi, solo con nuovi abbigliamenti. Lei non " uccide " il suo passato.
" Il pubblico applaude con la stessa intensità " Africa " ( una delle nuove composizioni) e " Cuore "( un vecchio successo ). E' segno che gli piace.
IMMAGINE
E' evidente che in 20 anni molte cose sono cambiate. Non solo in relazione al suo lavoro, poichè un artista che non si evolve fa presto a scomparire, la stessa logica vale anche per l'aspetto. Quella ragazzina irriverente dai capelli corti, dalle lentiggini, alta un metro e 49, abbigliata con calzoni aderenti e bretelle - senza trascurare gli stivaletti e le camicie da uomo - oggi è assai diversa.
Capelli un poco più lunghi, bionda, Rita ha una nuova immagine, malgrado mantenga intatto quel tocco elettrico che ha scosso tutta una generazione.
Tranquilla, e chiacchierando velocemente ( da buona italiana ), con addosso un paio di jeans nero e degli occhiali scuri, ieri, parlando al C-2, lei si diceva soddisfatta di trovarsi a Belo Horizonte.
" Al confronto di San Paulo, questa è una ciità molto più tranquilla. "
Belo Horizonte, è la seconda tappa di questo suo tour dal titolo " La Valigia "-
una valigia dentro la quale c'è dentro tutta Rita, tutte le sue canzoni, del passato e del presente....
Il debutto è avvenuto a San Paulo, dove si è esibita per cinque giorni. Rita Pavone sarà susseguentemente a Rio per una conferenza stampa - che verrà presentata domani e dopo andrà al Canecão, dove era già stata nel '70 e cantò con Elis Regina - e oggi debutterà al Palazzo dell'Arte.
" A San Paulo è stato magnifico. Le recensioni sono state ottime "
DI RITORNO
A 42 anni, due figli, questa è la quinta volta che Rita Pavone torna in Brasile: nel '64,'65 e '70 per esibirsi; nel '68, per una breve luna di miele. E pur passando un sacco di tempo senza venire da queste parti d'America, il pubblico non ha dimenticato.
" Quando sono per strada, la gente mi dice : " Come va Rita ? " Tutti si complimentano. La sensazione che ho, è quella di essermene andata via solo per un fine settimana. "
La sua carriera professionale è cominciata quando aveva 16 anni. Poco tempo dopo, lei aveva il mondo in mano, con i suoi capelli corti, gli stivaletti e i pantaloni aderenti, molto in stile maschietta - un contrappunto femminile per una androginia britannica proclamata dai Beatles e dai Rolling Stones.
In Brasile, dove venne per la prima volta quando aveva 18 anni, il suo pubblico, nella decade degli anni Sessanta, era enorme. Nel 1964, ad esempio, riuscì
a far alzare in piedi la platea conservatrice del Teatro Record, dove si esibì accompagnata dal gruppo brasiliano The Clevers.
Negli ultimi tempi, in verità, poco si è parlato di Rita Pavone in Brasile. So che, al contrario di quello che molti potevano supporre, lei era in piena attività, e faceva molto cinema e teatro. Ha fatto diverse performances in paesi diversi, come il Canada, Cuba ( 30.000 persone erano presenti ), Australia, penetrando nel mercato nord-americano, per trascorrere poi , agli inizi degli anni '80, un periodo in Inghilterra, dove, decisamente,ci furono voci concernenti il mutamento della sua carriera.
" La verità è che smisi di lavorare quand'ero incinta ".
Ma, in ultima analisi, com'è il nuovo suono di questa italianina che ha ha fatto girare la testa a tante brave persone e che ha una discografia considerevole ? Come poteva non essere rock. Ma è anche pop, un pop progressivo con un lato dark non deprimente.
E sul palco, cosa è cambiato ?
" Quello che ha sorpreso tutti in San Paulo è stata questa mia energia, E' un tipo di vitalità differente, giacchè oggi io domino il palcoscenico, e questo si ottiene con l'esperienza. "
NOSTALGIA
Rita Pavone è, innegabilmente, una fonte dove si sono abbeverati in molti.
In un tour europeo, i membri del gruppo irlandese U2 non hanno avuto dubbi nell'indicarla come la la cantante italiana che più conoscevano. I Pink Floyd, hanno una canzone che parla di Rita, e persino la stessa Nina Hagen, avanguardista per eccellenza, ha inciso una sua canzone. Sono esempi di come le nuove generazioni vedono, e seguono, il suo lavoro.
Componendo molto con la nord-americana Carolain e avendo come suo grande idolo, Tina Turner, lei è comunque molto legata alla musica brasiliana - apre lo show con " Insensatez " di Tom Jobim, che canta in portoghese.
A parte Jobim le piace, Elis Regina, Milton Nascimento, Chico Berque, Caetano Veloso, Roberto Carlos, Maria Bethâna, e ha messo in valigia gli album dei Titãs, Guilherme Arantes, César Camargo Mariano e altri che va collezionando nel corso di questo tour brasiliano. Ha un piano :
- " Incidere in disco con canzoni brasiliane ".
Per questo le piacerebbe incontrarsi qui con Milton Nascimento e Beto Guerdes per uno scambio di idee, ad esempio come fecero a Rio con César Camargo Mariano e Tom Jobim.
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